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occhio di pernice tessuto

Tessuto per occasioni formali: l’occhio di pernice

Elegante, sofisticato, borghese: così si potrebbe descrivere l’occhio di pernice

Un tessuto che ha conosciuto l’exploit negli anni ‘70, pur essendo già diffuso negli armadi maschili a partire dagli anni ‘40.

L’occhio di pernice prende il nome dalla sua somiglianza per colore e per trama con gli occhi di questi uccelli, caratterizzati da una punta di bianco sulla cornea totalmente grigia.

Proprio questa è la trama particolare dell’occhio di pernice, inteso come tessuto di lana con cui si realizzano oggi cappotti, soprabiti, pantaloni e abiti d’ufficio. Oltre al colore, il tessuto è caratterizzato da una regolarità cromatica data dalla modalità di armatura, cosiddetta armatura a T.

Per ottenere questo effetto si alternano in trama e in ordito due fili chiari con due fili scuri: il risultato è un tessuto in filato pettinato, in cui spiccano tanti tondini bianchi su sfondo nero.

La realizzazione di un capo d’abbigliamento in occhio di pernice è quindi molto elaborata, ed è per questo che questo tessuto è riservato a capispalla, cappotti, abiti e giacche da indossare per eventi formali e importanti.

L’occhio di pernice è spesso protagonista delle giacche da lavoro, indossato da imprenditori e professionisti di alto rango, il cui dress code è sempre elegante e impeccabile.

Il peso medio, tra i 300 e i 450 grammi, rende l’occhio di pernice un tessuto perfetto per la mezza stagione autunnale e per l’inverno.

L’occhio di pernice è capace, però, di andare oltre il guardaroba maschile, per conquistare anche un altro accessorio moda molto usato: la borsa. Dagli anni ‘70, infatti, vengono create borse in occhio di pernice, applicando la lavorazione ad alcune pelli come la pelle di agnello, in grado di mettere in risalto la trama. L’effetto finale è quello di un maculato molto stretto e fine.