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La giacca doppiopetto, molteplici declinazioni di un capo-icona

La giacca doppiopetto è uno di quei capi che non dovrebbe mai mancare nel guardaroba di un uomo. Da sempre “punta di diamante” della nostra sartoria, il doppiopetto ha molteplici possibilità di configurazione, riuscendo così a rispondere perfettamente alle esigenze di chi dovrà indossarlo.

Il taglio del doppiopetto è fondamentale per poter indossare un doppiopetto adatto alla propria struttura fisica. Questo capo, costruito in modo adeguato da un abile sarto, è ben lontano dai modelli rigidi dei tempi passati. La sua figura, con spalle naturali ed un taglio dei revers più profondo, è stata alleggerita ed adattata alle esigenze dell’uomo contemporaneo.

Solo grazie ad un modello realizzato su misura secondo le migliori tradizioni sartoriali, è possibile far sì che questo capo, prima evitato da uomini con una statura non molto alta o un fisico non troppo esile, mimetizzi i difetti esaltando i pregi della figura. Il doppiopetto è un capo che, se indossato con disinvoltura, permette di acquisire subito charme ed un fascino d’altri tempi.

La giacca doppiopetto ha sempre revers a lancia che donano personalità a questo capo e presenta due colonne di bottoni. La parte sinistra del capo risulta sovrapposta alla destra. Una fila di bottoni è puramente decorativa, mentre l’altra, a seconda del modello, può avere uno, due o più bottoni funzionali.

Tradizionalmente le tipologie di doppiopetto sono a due, quattro o sei bottoni esterni.

Il doppiopetto a due bottoni (con due bottoni presenti di cui uno funzionale) era dapprima riservato alle giacche da camera in velluto rasato con alamari.

Il doppiopetto a quattro bottoni prevede l’allacciatura al solo bottone inferiore (4 a 1) o a due bottoni (4 a 2).
Il doppiopetto a quattro bottoni può anche essere un 4 a 2 “finto”, dove il rever è tagliato per essere allacciato al bottone inferiore ma viene inserita l’asola per allacciare il bottone superiore.

Nel doppiopetto 4 a 2 “vero” o “finto” i bottoni sono solitamente in linea per formare un quadrato o un rettangolo. Mentre nel caso del 4 a 1 i bottoni superiori possono essere anche posti all’esterno di quelli inferiori formando un trapezio rovesciato. Il rever è progettato per essere fissato con il bottone più basso dei due. In questo modo, grazie alla linea estesa del rever, viene data l’illusione di maggiore imponenza.Questo particolare modello viene denominato anche con allacciatura “Duca di Kent“, in omaggio a Giorgio, fratello minore del Duca di Windsor che lo rese celebre.

Il doppiopetto a sei bottoni, il modello più classico, prevede, invece, due bottoni superiori dalla sola funzione estetica posti in posizione sfalsata rispetto agli altri che seguono così la linea del revers.

Il modello doppiopetto 6 a 3 (sei bottoni presenti e 3 funzionali), invece, è adatto ai cappotti con un’allacciatura molto accollata. Questo modello è di ispirazione edoardiana (Edoardo VII).

Il doppiopetto a sei bottoni deve probabilmente la sua origine alle uniformi militari utilizzate a fine XVIII secolo.

Le versioni a quattro bottoni con due da abbottonare venne probabilmente ideata quando questo particolare modello di giacca iniziò ad essere utilizzato anche al di fuori dell’ambito militare e uomini dotati di una minore altezza iniziarono a richiedere un modello più adatto alla loro struttura fisica.