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Il frac, l’abito elegante per eccellenza

Il frac è l’abito elegante per eccellenza, è ciò che di più accurato un uomo possa indossare. E’ un capo tradizionale e raffinato, adatto ad eventi importanti, cerimonie ufficiali ed occasioni esclusive che si svolgono di sera.

Così come per lo smoking ed il tight, anche il frac per essere indossato necessita di una certa dose di eleganza interiore e disinvoltura per evitare un effetto innaturale e decisamente sgradevole. Per chi possiede queste caratteristiche il frac rappresenta il massimo dell’eleganza. White tie, cravate blanche o abito di gala sono tutti termini che indicano il frac.

Questo capo ha delle caratteristiche molto rigide. La giacca è nera, rigorosamente monopetto, e non va abbottonata. E’ caratterizzata dalle celebri “code di rondine”. La vita è molto aderente ed i revers a punta di lancia sono in seta, come per lo smoking.

La vita del pantalone è molto alta e aderente. I pantaloni da frac, neri, presentano sulla cucitura laterale esterna un doppio gallone, ovvero due bande di satin parallele, che lo distinguono dallo smoking. Sono privi di passanti per la cintura poiché il pantalone viene sostenuto da un paio di bretelle sottili che devono restare invisibili.

Il gilet è corto e sui lati rimane nascosto dai lembi della giacca. E’ di piqué bianco e può essere monopetto a tre/quattro bottoni o doppiopetto a tre per due con un taglio piuttosto svasato. Lo si indossa di colore nero solo nei ricevimenti in Vaticano.
La camicia è rigorosamente bianca. I polsini sono fermati da gemelli.
Il papillon è una delle caratteristiche principali del frac e deve essere bianco come il gilet e rigorosamente annodato a mano.
Tutto l’insieme di queste caratteristiche fa sì che la figura risulti equilibrata e slanciata.

L’origine del frac tradisce la sua essenza attuale di abito formale. Deriva dal frockcoat, capospalla di origine militare comparso in Inghilterra nel 1720. Venne poi adottato in Inghilterra come comodo abito da campagna. Era in panno di lana colorato, corto davanti e con due falde dietro e si diffuse soprattutto tra i giovani dandy che lo consideravano un capo “trasgressivo” da contrapporre agli abiti tradizionali.

Il frac fu poi perfezionato nei primi anni dell’Ottocento da Lord Brummell, che lo preferiva blu e a doppio petto. Fino a metà Ottocento il frac era un abito comune, ma lentamente iniziò a trasformarsi in abito di gala assumendo le caratteristiche che oggi lo contraddistinguono. Divenne completamente nero, illuminato dalla camicia bianca. Fu Edoardo VII del Galles, figlio della Regina Vittoria, ad abolire il doppiopetto e ad introdurre la moda di lasciarlo aperto.

Il segreto dell’eleganza del frac dipende soprattutto dal taglio e dalla realizzazione sartoriale, che devono essere perfetti. Il frac per calzare a pennello deve seguire alla perfezione le forme anatomiche del corpo. Tutto deve adattarsi perfettamente al corpo che indosserà l’abito, lasciandolo comunque libero nei movimenti.
Tanti piccoli dettagli che giocano un ruolo fondamentale nella resa finale del frac. Ad ogni particolare va dedicata molta attenzione. Un lavoro, questo, che soltanto un ottimo sarto può garantire attraverso un accurato lavoro artigianale.