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Il caban, soprabito senza tempo

Classico e contemporaneo allo stesso tempo, pratico e ricco di stile, il caban è il capospalla passepartout che non può mancare nel guardaroba maschile

Generalmente realizzato in panno e di colore blu, il caban, chiamato anche peacoat o peajacket, è un classico che, come moltissimi altri capi passati alla storia, affonda le sue radici nella moda militare.

Il celebre cappotto dal fascino intramontabile risalirebbe probabilmente all’inizio del diciottesimo secolo, quando veniva utilizzato dalla Marina Militare britannica per salpare in condizioni climatiche molto rigide. Successivamente venne utilizzato anche dai marinai americani. Riferimenti a questo cappotto appaiono, infatti, già dal 1720 nei giornali americani.

Molti dubbi rimangono sull’origine del nome. Solitamente si è soliti rimandare il nome peacoat all’olandese pijjekker, in cui pij indicherebbe il tessuto utilizzato, ovvero una sorta di “lana grossa”.
Un’altra teoria, risalente alla Marina americana, fa risalire il nome “peacoat” alla stoffa utilizzata per un pesante soprabito indossato dai marinai in inverno. Il cappotto era, infatti, realizzato in “pilot cloth”, un tessuto molto pesante e grossolano di panno. Questo tessuto è stato talvolta chiamato P-cloth dalla lettera iniziale ed il capo ricavato da questo tessuto P-jacket e da qui peacoat. Dal 1723 il termine venne utilizzato per indicare tutti i cappotti realizzati con quel particolare tessuto.

Per quanto riguarda, invece, l’altro termine che designa questo soprabito, ovvero caban, qualcuno lo ricollega al siciliano “cabbanu”, a sua volta ispirato all’arabo qaba, un corto mantello realizzato con un tessuto grossolano, utilizzato dai beduini e presso i turchi anche dai marinai. Altri lo farebbero risalire anche all’inglese cab, ovvero carrozza, poiché pare che in Inghilterra venisse utilizzato anche dai cocchieri della famiglia reale.

Durante il susseguirsi dei secoli, il caban è stato più volte reinterpretato con colori differenti e riattualizzato, mantenendo intatto il suo fascino e la sua versatilità, divenendo un capo iconico per l’uomo. Tra i tanti, fu indossato anche da James Dean, Robert Redford e Daniel Craig nel capitolo della saga di James Bond del 2008. Il caban è caratterizzato dal doppiopetto a sei o otto bottoni, da ampi rever che si possono chiudere e allacciare spesso con un sottogola, maniche a giro, bottoni piuttosto grandi, tasche verticali e lunghezza a metà coscia.

Il taglio del caban è generalmente corto e svasato, retaggio della sua origine. Il particolare taglio serviva, infatti, a favorire i movimenti dei marinai. Come per ogni capo, anche il caban necessita di un’attenzione particolare alle proporzioni del corpo di chi dovrà indossarlo.

Riuscirà ad esprimere perfettamente la sua allure di fascino ed eleganza senza tempo solo se ogni dettaglio si sposa perfettamente allo stile ed alla corporatura di chi lo indossa.

Oggi, pur mantenendo le sue caratteristiche essenziali, è possibile realizzare infinite variazioni e personalizzazioni scegliendo i tessuti ed i colori che più si abbinano al proprio stile personale.